La Transizione 5.0 non si limita alla pura interconnessione delle macchine (caratteristica peculiare del vecchio 4.0). Sposta radicalmente l'asse sull'efficienza energetica. Se vuoi finanziare l'innovazione dei tuoi asset o l'implementazione del fotovoltaico, la transizione 5.0 è oggi il veicolo legislativo più potente ed immediato per le aziende tramite credito d'imposta.
Il vincolo del risparmio energetico
Per accedere ad aliquote agevolate in regime 5.0, l'investimento (sia materiale che immateriale) che andrai a realizzare deve garantire una diminuzione dei consumi dell'unità produttiva. Nello specifico la normativa richiede una diminuzione complessiva dei consumi di energia di almeno il 3% (o, in alternativa, del 5% del processo interessato dall’investimento). Rientrano in questi costi anche le spese per impianti per l'autoproduzione di energia rinnovabile destinata all'autoconsumo.
Perizia ex-ante ed ex-post
Qui risiede l'incastro tecnico più complesso in cui la figura dell'Ingenere qualificatore risulta essenziale. L'investimento dev'essere validato in due fasi temporali rigidissime:
- Certificazione Ex-Ante (Certificazione Energetica): Documento probatorio rilasciato da un EGE (Esperto Gestione Energia), che attesti, mediante scenari controfattuali, il possesso dei requisiti di efficienza e stimi con validità tecnica i futuri risparmi energetici.
- Comunicazione Preventiva MIMIT: Per prenotare materialmente le risorse sulla piattaforma GSE.
- Certificazione Ex-Post: Verifica definitiva e stesura dell'avvenuta messa a regime, che comprovi il verificarsi empirico o ingegneristico dei risparmi dichiarati inizialmente. Allegate si richiederanno, se superiori a 300mila euro, le consuete perizie tecniche 4.0 per beni strumentali.
Analisi tecnica Transizione 5.0
Supporto ingegneristico per la valutazione preliminare del risparmio energetico e la redazione delle certificazioni ex-ante ed ex-post.
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